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giovedì 14 maggio 2020

Step #16: il testimonial

Il protagonista per la nostra parola, ritualizzare, è stato scelto cercando un lavoratore, un uomo che fosse simbolo di una lavorazione manuale ormai sempre più automatizzata, ma che rappresenta nel suo lavoro, l'evoluzione della civiltà, il fabbro.

La ritualità dei gesti, dettati dalla necessità di temprare i materiali e dal fondere perfettamente i vari metalli combacia perfettamente con la richiesta di questo post.


Artista sconosciuto, illustrazione moderna
del dio Efesto nella sua fucina


Come portavoce e testimonial del fabbro, è stato scelto il dio greco Efesto, ripreso dalla tecnologia romana con le veci del dio Vulcano.

Secondo il mito, il dio ha la sua fucina all'interno dell'Etna, dove lavora con i suoi aiutanti ciclopi.

Tra le opere più celebri associate al dio, oltre a tutte le suppellettili usate sull'Olimpo, vi sono:

- bastone di Agamennone;
- armatura di Achille;
-arco e frecce di Eros;
- carro di Helios;






Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Efesto
http://web.tiscali.it/mitologia/Efesto.htm

venerdì 10 aprile 2020

Step #09: l'arte figurativa

Per cercare riferimenti nel mondo dell'arte figurativa che rappresentasse al meglio il senso del rituale, ho pensato a lungo a quale significato poter dare alle varie opere che ho trovato, di cui magari parlerò in post futuri, ma ora non posso che parlare dei riti egizi, in particolar modo del rito narrato nel papiro "Il Libro dei morti", come viene chiamato.

Qui vediamo Anubi e altri dei che posano sul piatto di una bilancia a due bracci il cuore del defunto, mentre nel secondo piatto posa una piuma.

 Papiro di Ani, scritto nel 1240 aC. conservato al British Museum di Londra

Se il piatto contenente il cuore fosse restato in equilibrio con la piuma, il cuore del defunto sarebbe stato così leggero e puro da poter accedere all'Aldilà, in quanto le divinità le divinità si sarebbero convinte della rettitudine del defunto, ma in caso contrario, cioè il cuore fosse stato più pesante della piuma, sarebbe stato divorato da un mostro terrificante di nome Ammit, la "Divoratrice", distruggendo il suo spirito.


PS: il motivo per cui questo tema mi è cosi carico è dato dal fatto che Anubi e la sua importanza nel momento della "pesatura", furono utilizzati dal sottoscritto per il primo progetto personale durante la carriera universitaria.




Link:
-http://egypteroi.blogspot.com
-https://it.wikipedia.org/wiki/Libro_dei_morti
-https://it.wikipedia.org/wiki/Papiro_di_Ani

venerdì 27 marzo 2020

Step #04: "ritualizzare", nella mitologia

Come abbiamo potuto apprendere nel nostro percorso intorno al verbo "ritualizzare", esso si fonda sul concetto di rito. 

E come possiamo, allora, cercare una parola quale "rito" all'interno della mitologia, quando è proprio tramite rituali e cerimonie che gli uomini si sono sempre interfacciati con gli dei? 

Si può fare portando la parola odierna "ritualizzare", con uno dei suoi significati all'interno della mitologia e cercarne un esempio: il significato che andiamo a ricercare è quello di "consuetudine prescritta o con una prassi abituale, talvolta sentita come inderogabile o inevitabile". 

È questo sentimento di inevitabilità che siamo riusciti a ritrovare nella mitologia, unito a un senso di inquietudine dettato dall'impotenza e dall'infinità.

Stiamo parlando della leggenda di Sisifo.

Sisifo fu un uomo molto astuto, vissuto sulla Terra nei tempi in cui dei e uomini interagivano. 
Egli stesso era figlio di Eolo e una mortale. 

La sua astuzia lo portò ben presto a scontrarsi con gli dei, da Zeus a Ares, passando per la Morte stessa, Thanatos
Ogni sua mossa era premeditata e la sua arguzia lo portò alla fondazione di Corinto e, tramite l'unione con Anticlea, ebbe un figlio degno della sua nomea, Odisseo. 

Dopo aver battuto la morte ed essere riuscito a fuggire dall'Oltretomba, Sisifo sfuggì agli dei per il resto della vita, fin quando Ade non riuscì a trovarlo e a riportarlo definitivamente negli Inferi. 

Qui venne punito per aver osato a sfidare gli dei, obbligandolo a portare un grosso masso in cima a un monte dove, una volta arrivato, sarebbe rotolato di nuovo a valle. 

Per l'eternità. 

È in questa punizione divina che Sisifo trova la sua prassi abituale, ritualizzata, dove, secondo alcuni commentatori moderni, anche nella punizione egli riesce a sbeffeggiare gli dei, bestemmiandoli durante la salita, ma pensando a come vendicarsi durante la rilassata discesa. 

Da questo mito deriva un modo di dire odierno per quelle attività che portano a una grossa spesa di energie senza un ritorno che ne valga la pena, definendo ognuna di queste, una fatica di Sisifo


Link: 

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Step #25: verso la conclusione